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Caterina d’Alessandria. Vita de la beata Khaterina
[Roma: Eucharius Silber?, ca. 1489]

In-4°(205x140 mm), pergamena rigida moderna con titolo calligrafato in gotico al dorso entro cofanetto in tela grigia con titolo in oro al dorso, cc. 10. Carattere romanico, 2 colonne, 35 linee. Registro: a10. Capilettera xilografici.

Struttura: c. a1r (xilografia a piena pagina di Santa Caterina d’Alessan-dria, 164x93 mm); c. a1v: In nome del trino & uno dio; c. a10r: Sanctissima castissima & gloriosissima uirgi- / ne Katherina sobueni / ad me; la carta a10v è bianca.

Esemplare unico di questo incunabolo romano, sconosciuto a tutte le bibliografie: soltanto Cioni sembra conoscere l’esistenza di questa impressione, sebbene affermi che non ne sia rimasto alcun esemplare.

L’edizione è vicina a quella stampata a Roma da Besicken e Martino di Amsterdam (HR, 4703) in cui compare un frontespizio con una xilografia simile, riprodotta dal Cioni (p. 119). Rispetto all’edizione di Besicken, dalla quale la xilografia della presente impressione si discosta per la cornice, in questa stampa sono presenti altre due preghiere. Lo stesso Cioni, descrivendo l’edizione di Besicken, a p. 117 cita anche la nostra, indicandola come fantasmatica: «Una prima edizione stampata —come si rileva dal colophon di questa— è stata pubblicata nel 1489: non ne restano esemplari».

Il culto della martire Caterina d’Alessandria (ca. 287-304 d.C.) ebbe notevole impulso in tutto il periodo umanistico-rinascimentale, grazie anche alla sua fama di raffinata maestra di eloquenza, in grado di convertire al cristianesimo i retori chiamati da Massimino, governatore dell’Egitto, per convincerla ad onorare gli dei pagani. Per tale ragione, è considerata la protettrice degli studi: la fisionomia del personaggio, unitamente ai dubbi sulla sua esistenza storica, ha portato all’ipotesi che la sua figura possa coincidere con quella dell’alessandrina Ipazia (ca. 370-415 d.C.), matematica, astronoma e filosofa barbaramente uccisa dai monaci parabolani, e recentemente riscoperta dalla letteratura come martire della libertà di pensiero e archetipo della donna di scienza.

Trascurabili gore al margine esterno delle quattro carte finali; salvo ciò, ottimo esemplare.

Bibliografia: Manca a tutti i repertori sugli incunaboli. Edizione non censita in ISTC. Cfr. HR, 4703 (l’edizione di Besickten, di cui esiste un unico esemplare alla Biblioteca Casanatense, vol. Inc. 1577).  A. Cioni, La poesia religiosa: i cantari agiografici e le rime di argomento sacro, Firenze, Sansoni, 1963.

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