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pregliasco libreria antiquaria

Boethius
De Consolatione Philosophiae. (Edito da Venturinus de Prioribus)
(In fine:) ...i urbe Saona... hoc impressit ibi Frater bonus aere Iohannes... mcccclxxiiii (Savona, Johannes Bonus, 1474)

In-4 piccolo, ff. 64 su 65 n.n., mancando l’ultimo bianco (a9, b-h8), legatura in pergamena floscia di riutilizzo. Lettere guida realizzate in inchiostro nero o rosso da mano dell’epoca, in taluni casi arricchite da ingenui tralci. Terza edizione dei “Commentari” di Boezio (prima Basilea 1473) e primo ed unico libro stampato con certezza a Savona nel XV secolo. Rarissimo, ne sono noti solo 5 nel mondo, tutti in Italia (Brescia Queriniana; Genova Durazzo; Palermo Region., Savona Civ.; Torino Reale, scompleto). Il Bonus, frate agostiniano di origine tedesca, stampò in Savona, forse prima dell’aprile 1474, il Boezio su testo riveduto da Venturino de Prioribus, allora maestro di scuola in città. L’inizio della sua attività tipografica dovrebbe però risalire al 1473, se, come tutti gli incunabolisti odierni suppongono, si deve attribuire alla sua officina il Doctrinale del Villadei, edito sempre da Venturino: nella sottoscrizione il tipografo ricorda le difficoltà della sua iniziativa “cum aliquarum rerum, quae ad hanc artem pertinent, impressori copia fieri non potuerit in huius artis inicio, peste Genuae, Ast alibique militante”, deplora il mediocre risultato ottenuto e si augura di poter presto stampare altre opere “alterius generis litteris: nani et fabri et aliarum rerum, quarum hactenus promptor indigus fuit, illi nunc, Dei munere, copia est”. La totale scomparsa degli esemplari del Villadei non ha permesso di chiarire il reale significato delle parole; colui che nel sec. XVIII descrisse l’unica copia allora conosciuta parlò di “charactere Romano sculpto at satis eleganti”, facendo credere che i tipi usati fossero stati ottenuti per intaglio diretto di ogni singolo tipo. Questa originale interpretazione del Meerman si fonda sul presupposto che la tipografia sia passata dal procedimento della stampa tabellare alla fusione di caratteri tutti uguali attraverso lo stadio intermedio dell’incisione di ogni lettera pezzo per pezzo. Il Boezio fu stampato nel “terzo anno del pontificato di Sisto IV” con caratteri ancora romani, ma evidentemente più eleganti dei precedenti. Dopo quest’opera l’officina savonese entrò di nuovo in crisi, perché i quattro “Teutonici” che lavoravano in bottega, tra cui Enrico de Aegere di Anversa, fuggirono di notte (aprile 1474), “praedatis omnibus ad eam artem necessariis adminiculis”. Si hanno notizie del Bono l’anno seguente a Milano, dove il 21 luglio 1475 pubblica con nuovi caratteri romani di corpo maggiore le Confessiones di S. Agostino. Questa è l’unica sua edizione milanese firmata e datata, mentre altre due, databili anch’esse al 1475, gli vengono attribuite dal confronto dei tipi. Esemplare in discreto stato, malgrado restauri al margine interno dei primi 9 ff., il secondo foglio con strappo restaurato, perdita all’iniziale dipinta e angolo superiore esterno con qualche parola rifatta a penna. Al titolo nota di possesso del Convento dei Frati Cappuccini di Savigliano “De frati Capuccini di Savigliano”, alcune annotazioni ms. n.t. Affascinante primato tipografico.

Fumagalli 388. GW 4515. HC 3357. IGI 1820. Pellechet 2512. Boni, Lettere sui primi Libri a Stampa di alcune Città (1794), p. xxii e seguenti.

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