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libreria bongiorno

Antonio e Paolo Francesco d’Alessandri
Roma – Ponte Cestio prima della riforma 15 Agosto 1886

In folio (cm. 56); legatura dell'epoca in mz. pelle con 6 grossi nervi; titolo in oro al piatto anteriore. 6 straordinarie foto originali  su doppia pagina (cm. 40x55 su cartoncino con didascalia di cm. 54x74) + 2 su una sola pagina, che mostrano il ponte prima della demoliziane di 2 arcate. 
Rarissima ed unica documentazione su Ponte Cestio precedente alla parziale demolizione. Le foto furono eseguite dai Fratelli d'Alessandri prima della demolizione dei due archi laterali, sostituiti da altrettanti archi più ampi per permettere la costruzione dei muraglioni del Tevere . Il 20 settembre 1892 venne inaugurato con l'antico nome di Ponte Cestio.  Il Ponte Cestio, noto anche come pons Aurelius, pons Gratiani, ponte di San Bartolomeo o ponte Ferrato, collega il lungotevere degli Anguillara a piazza di San Bartolomeo all'Isola, a Roma tra i rioni Ripa e Trastevere.  Il Ponte fu costruito, simmetricamente a quello Fabricio, dal pretore Gaio Cestio (titolare dell'omonima piramide) nel 46 0 44 a.C., oppure da Lucio Cestio l'anno successivo. Subì un primo restauro nel 152, ma fu completamente ricostruito nel 370 con materiali di reimpiego, provenienti anche dal vicino Teatro di Marcello, dagli imperatori Valentiniano I, Valente e Graziano; quest'ultimo diede un nuovo nome al ponte. Un altro restauro, documentato da un'epigrafe, si ebbe nel 1191-93 da parte di Benedetto Carissimi. A causa dell'ampliamento del lato destro del Tevere viene semidemolito nel 1888 (fu salvata l'arcata centrale) e ricostruito nel 1892 con parte del materiale lapideo originale. Antonio D’Alessandri (L’Aquila, 1818- Roma, 1893) insieme al fratello Paolo Francesco (L’Aquila, 1824-Roma, 1889) fu titolare di uno studio fotografico a Roma. Il laboratorio fu certamente il primo studio professionistico aperto nella Capitale. L’appartenenza di Don Antonio al clero, insieme all’indiscusso talento tecnico e artistico, favorirono il successo dell’impresa. I due fratelli ottennero per primi i permessi per entrare in Vaticano e ritrarre il Pontefice Pio IX con la sua corte. La documentazione visiva che lo studio D’Alessandri raccolse sulla città di Roma è fondamentale per la storia della Capitale. Grazie a quelle foto si ricostruisce una Roma ottocentesca, oggi altrimenti perduta.

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