In-folio grande. Legatura d'epoca posteriore in piena pergamena rigida, con unghie; dorso liscio recante in testa titolo e fregio calligrafico, nonché al piede luogo e anno d'edizione, il tutto a penna e inchiostro bruno. Ex-libris ottocentesco alle armi di J. A. Spranger al contropiatto superiore. 223 (su 224) fogli non numerati, con mancanza della prima carta (A1). Testo in lingua e carattere greco impaginato su due colonne; 23 bellissime testatine silografate con fregi a racemi e iscrizioni, altrettante grandi iniziali sempre con decorazione a racemi, 45 capilettera più piccoli, il tutto a silografia e impresso in rosso; numerose piccole iniziali, sempre in rosso. Al verso della penultima carta, explicit recante dati tipografici, nonché grande marca tipografica silografata con monogramma tra racemi, impressa in rosso; al recto dell'ultima carta, dati di registro e altra versione della marca tipografica, sempre in rosso, più piccola e con aquila bicipite. L'opera, in edizione originale, è un rarissimo incunabolo, annoverato tra i capolavori dell'arte tipografica rinascimentale. Il volume comprende un vasto lessico etimologico greco, databile al XI secolo, utile per la comprensione dell'antica letteratura ellenica e in particolare di Omero. Le voci lessicali sono arricchite di osservazioni non solo ortografiche e grammaticali, ma anche d'interesse storico e scientifico. Curatore dell'edizione fu Marcus Musurus; l'erudito premise al dizionario alcuni suoi versi e una prefazione, contenuti nella prima carta mancante nell'esemplare in esame. Gli splendidi caratteri tipografici impiegati nell'incunabolo furono disegnati da Zacarias Calierges, italianizzato come Zaccaria Calliergi, amanuense e stampatore di origine cretese. Il tipografo, nell'introduzione all'Etymologicum magnum, afferma di essere giunto al sesto anno delle sue sperimentazioni tipografiche. Calliergi fu il primo stampatore a utilizzare in un carattere unico lettere greche con accenti e spiriti, mentre nei testi impressi dal grande contemporaneo Aldo Manuzio questi ultimi erano aggiunti alle lettere mediante differenti punzoni. Calliergi e il ricco Blastus, anch'egli di origine cretese, utilizzarono i nuovi caratteri per la prima volta nell'opera in esame e in altre tre pubblicazioni uscite fra il 1499 e il 1500. Dopo alterne vicende finanziarie e il fallimento del finanziatore Blastus, Calliergi cedette i propri caratteri agli stampatori Giunti di Firenze e fu posto a capo della stamperia presso il Collegio Greco in Roma. Esemplare in discreto stato conservativo, considerata la segnalata mancanza della prima carta; interno marginoso, fresco nonostante segni di ossidazione al primo e ultimo foglio, recanti discreti restauri marginali.
Cfr. BMC, V°, num. 580; DIBIN III, num. 556; ESSLING P. d', "Livres [...]", Florence-Paris 1907-1909, num. 1184; HAIN-COPINGER, "Repertorium [...]", Milano 1966, num. 6691; IGI, num. 3720; SANDER, num. 7110; PROCTOR, "Greek [...]", 118-126.