Interessante, e unico nel suo genere, taccuino personale di studio, appartenuto a Gabriele D'Annunzio, nel periodo in cui risiedeva alla Capponcina, in Toscana. Il taccuino in questione presenta una prima parte compilata da mano femminile e firmata con lo pseudonimo Silvanea; con tutta probabilità si tratta della Mancini Giorgi, donna con la quale il Poeta ebbe un lungo trascorso. La seconda parte è interamente manoscritta da Gabriele D'Annunzio: si tratta di appunti presi fra la fine dell'Ottocento e il 1903, su artisti, pittori, scrittori e filosofi, utilizzati certamente per la stesura delle sue opere. Interessante e degna di citazione la parte dedicata al dialetto ed alfabeto somalo, con precisi riferimenti a detti popolari presenti anche nella cultura occidentale.
Vi sono molte stringate, ma sagaci biografie su vari personaggi famosi, fra cui quelle di Nietzsche, Hokusai e del Maeterlinck, quest’ultima corredata da un delizioso disegno di mano del Vate, tratto da una xilografia di Vallotton. Interessantissimo il preambolo che il Poeta scrive nella prima pagina, in cui fa preciso riferimento alla madre, donna sempre presente nel suo animo. Alle ultime carte sono riportati alcuni versi tratti dal “Poema Paradisiaco”. Legatura in tutta tela beige, chiuso da una fascetta di pelle allumata.