Alighieri, Dante(1275-1321).
Commedia di Dante insieme con uno dialogo circa el
sito forma et misure dello inferno.
Firenze, Filippo Giunta, 20 agosto 1506.
In-8°(mm 152x98). Segnatura: a6, b-z8, &8, A-P8. 312
carte non numerate. Carattere corsivo, titoli in carattere maiuscolo rotondo.
Silografia raffigurante l’incontro di Dante con le tre fiere al verso
della carta a6. Al verso della carta H2 ha inizio il Cantico di Hieronymo
Benivieni cittadino fiorentino in laude dello excellentissimo Poeta Dante Alighieri
et della sequente commedia da lui divinamente composta, accompagnato da
sei incisioni su legno al recto delle carte L2, O4, O5, O6, O7 e al
verso delle carte O7 e O8, raffiguranti la trasposizione della pianta
dell’Inferno in piano, la sua ubicazione nella terra e lo spaccato dei
gironi. Legatura ottocentesca in mezzo marocchino rosso, dorso con titolo e
fregi floreali in oro. Esemplare in buono stato di conservazione, alcune pagine
uniformemente brunite, qualche lieve alone marginale. Nota manoscritta in inchiostro
marrone al recto della carta a1: ‘Brano secondo’, al recto
della carta a6: ‘Lasciati omne speranza o vuj ch intrastj’ riportato
sotto la stessa frase cassata e al verso della carta y1.
Prima rarissima edizione giuntina della Commedia dantesca, curata
da Antonio Manetti (1423-1497), scrittore, architetto e matematico fiorentino
la cui fama è principalmente legata alla sua Vita di Filippo Brunelleschi.
L’edizione è accompagnata da il Dialogo di Antonio Manetti
cittadino fiorentino circa al sito, forma et misure dello Inferno di Dante Alighieri
scritto da Girolamo Beninvieni (1453-1542), rappresenta il primo saggio
interamente dedicato ad un argomento definito e circoscritto della Commedia.
Le teorie del Manetti furono già fonte a cui il Landino attinse per il
Proemio al suo commento dell’edizione della Commedia stampata
nel 1481 a Firenze, anche se solo con l’intervento del Beninvieni entrano
a far parte dell’esegesi testuale del poema dantesco.
Diversi studiosi, tra i quali il noto dantista Karl Witte, ritengono che il
testo di questa edizione, differendo sostanzialmente da quello dell’Aldina
del 1502 curata dal Bembo, diede vita alla “guerriglia filologica”
che porterà alla teorizzazione della pratica della collazione delle varianti.
Contrariamente a queste ipotesi Mambelli ritiene che il tipografo fiorentino
si sia limitato a correggere e riproporre il celebre testo veneziano.
Mambelli. Gli Annali delle edizioni dantesche, n° 20; De Batines
i, pp.64-65; Gamba i, 124; Camerini, Annali dei Giunta, n° 17.
La presente edizione fa parte di una collezione di opere dantesche proposte
in un catalogo monografico pubblicato in collaborazione con la Libreria Antiquaria
Pregliasco in occasione della Mostra del Libro.
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