DANTE.
Convivio di Dante Alighieri Fiorentino.
Colophon f. 90r: Impresso in Firenze per Francesco Bonaccorsi nel anno Mille Quattrocento
Nouanta Adi XX di Septembre” (1490),
in-4 (mm 212x141), ff. 90 n.n., legatura inglese d'amatore
di inizio XX secolo (firmata St. James) ad imitazione antica in marocchino
granata con duplice filettatura in oro e a secco ai piatti e terminazioni angolari
a foglioline; al piatto anteriore in capitali impresse in oro “Dante.
Convivio. Firen. 1490”, al dorso filetti ed elementi vegetali sempre
in oro, sguardie in pergamena. Testo in bel carattere tondo in corpo maggiore
per il testo delle canzoni, minore per il commento in prosa.
Prima edizione del celebre Convivio dantesco in
cui il poeta espone in quattro trattati la sua teoria politica ed etica,ed affronta
il problema della lingua volgare, della scienza, della filosofia e della nobiltà
auspicando un'armoniosa relazione tra potere spirituale e temporale. Il secondo
libro è costituito dal commento alla canzone “Voi, che intendendo
il terzo ciel movete”. Lasciato incompiuto dall’autore al quarto trattato,
il Convivio ha avuto una diffusione tarda: dei 45 manoscritti sopravvissuti
solo due sono trecenteschi, mentre gli altri sono tutti datati o databili al XV
secolo; la maggior parte inoltre presenta lacune e passi scorretti: tale particolarità
è forse dovuta allo stato di abbozzo in cui il poeta lasciò il suo
lavoro (Folena, “La tradizione delle opere di Dante Alighieri, in Atti del
congresso internazionale di studi danteschi”,1965). Curiosa risulta anche
la vicenda editoriale del Convivio: dopo la princeps pubblicata appunto nel 1490,
il XVI e XVII secolo, con la sola eccezione di tre stampe venete dei primi decenni
del ’500, fanno registrare un prolungato silenzio editoriale, che si interrompe
solo nel 1723 con la pubblicazione fiorentina per i tipi Torrentini e Franchi.
Numerose sono le edizioni critice del XIX e XX secolo, tra cui ricordiamo quella
di Busnelli e Vandelli del 1934. Il Bonaccorsi impresse tra il 1485 ed il 1495
una ventina di opere, per lo più in volgare, da Petrarca a Jacopone, da
Pulci a Savonarola, questa è l'unica sua edizione dantesca. Importante
sottolineare che tre delle Canzoni pubblicate nella presente edizione vennero
ristampate, insieme ad altre 15 inedite, nell'edizione della Commedia
di Venezia, a cura di Pietro de' Piasi Cremonese detto Veronese. Ottimo esemplare,
estremamente marginoso, abilmente rinfrescato, di edizione da anni introvabile
sul mercato, di fondamentale importanza per la storia della letteratura italiana.
Goff D36. HC 5954. Pellechet 4120. IGI 367. Proctor 6309. BMC VI 673. GW 7973.
Mambelli 800. Gamba 417 “Assai rara”. |