Futurismo 3. Ephemera
Nel catalogo che presentiamo – la terza tappa di un percorso dedicato al
centenario dell nascita del futurismo – sono raccolti più di duecento
pezzi tra grafica, design, pubblicità, tecniche di comunicazione, letteratura,
documenti storici e materiale d’archivio.
La «ricostruzione futurista dell’universo» – ovvero la
volontà del movimento di Marinetti di permeare ogni aspetto della vita
quotidiana, portando l’arte al di fuori degli ambiti canonici – la
si assapora tramite le carte intestate, i biglietti da visita, le affiches, i
depliant, le cartoline, le tessere, le brossure pubblicitarie. La cartolina di
latta con la riproduzione del quadro «Tullio d’Albisola visto da Nicolay
Diulgheroff», che l’artista savonese usava per promuovere le sue creazioni
– e a coloro i quali cercavano la sua opera rilasciava poi un biglietto
da visita parimenti in latta che recita «Scultore Ceramista Tullio D’Albisola,
Savona» – il foglio di latta riproducente la copertina delle famose
«Parole in libertà futuriste olfattive…» di Marinetti,
che veniva appeso a ricoprire le pareti delle mostre per reclamizzare il futurismo
e le sue inimitabili creazioni; i rarissimi volantini che Ernesto Thayahat –
l’inventore dell’abito oggi conosciuto da tutti come «la tuta»
– usava distribuire alle fiere per diffondere le sue geniali invenzioni,
dove l’arte e l’innovazione s’accompagnano all’utilità
quotidiana nel senso più autentico del design; il poster del «Primo
film futurista», ma anche le aeropoesie di Ignazio Scurto, stampate sui
volantini per la distribuzione ai «combattenti di terramarecielo»
a cura del Gruppo Futurista Savarè di Corrado Forlin – una tecnica
che viene dal primo futurismo e dall’idea di Mario Carli di affiggere ai
muri della sua città il manifesto-poema «Notti filtrate »,
rarissima edizione originale pure presente nella collezione. La frenetica attività
di Nelson Morpurgo al Cairo, minuziosamente documentata dai volantini, dai moduli
e dagli inviti alle conferenze organizzate sotto l’egida del Movimento futurista
italiano; il manifesto che, nel 1922, invitava all’audizione del barese
Franco Casavola, lì dove Marinetti lo conobbe e reclutò tra le fila
del movimento; gli esperimenti di poesia visiva di Pino Masnata...
Una parte essenziale – quella più effimera e gelosamente collezionata
– dell’avventura futurista, dalle soglie del Novecento agli albori
del mondo contemporaneo. |