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STAND 25

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LYCOSTHENES CONRAD.
Prodigiorum ac ostentorum chronicon..
Basilea, Petri, 1557.

In 4°; pagg. (12), 670, (2), 5 carte di indice manoscritto dei prodigi.
Frontespizio con vignetta silogr. allegorica, centinaia di illustrazioni silografiche nel testo, alcune a piena pagina. Moltissime note antiche manoscritte ai margini. Bellissima legatura coeva tedesca in pelle di scrofa decorata a secco con ganci; dorso a quattro nervi con tassello in pelle post. recante titolo e autore impressi in oro.

*Prima edizione* di questa rara, interessante e ricercata opera illustrata, considerata una fra le più affascinanti pubblicate a Basilea nel XVI secolo, riguardante fenomeni scientifici, casi incredibili e fantasiosi, anomalie della natura, mostruosità e miracoli. Ad una grande quantità di notizie sono coniugate centinaia di curiose e belle incisioni rappresentanti dragoni, eclissi, grandinate, piogge di sassi e d’oro, terremoti, comete (si dà notizia di quella di Halley), attribuite all'artista italiano Andrea Meldolla (1517-77) al punto che Ackermann lo considera probabilmente il libro più illustrato del Cinquecento.

Esemplare appartenuto al barone Ferdinand Hoffmann von Grünbühel
(1540-1607) importante bibliofilo e collezionista del tempo, come testimoniato dal bell' ex-libris inciso da Lucas Kilian; fu pure capo di gabinetto di Rodolfo II. Nel 1586 acquisì la signoria di Rabenstein-Janowitz in Moravia, il cui castello è citato “Janovice”
varie volte nel libro. Dopo la sua morte gli eredi dispersero la collezione anche se la presente opera rimase evidentemente nel castello di Janowitz, come appare dalla data 1636. Riguardo alla legatura, essa si può far risalire ad una officina C.W attiva a Norimberga nel 16° secolo, caratterizzata da una rotella raffigurante Cristo Salvatore, David, Paolo e Giovanni.

Wolfhart Conrad Lycosthenes (1518-61) nato a Ruffach in Alsazia fu nipote e pupillo del teologo e storico francescano Conrad Pellican.
Studiò a Heidelberg ed insegnò grammatica e retorica a Basilea, dove divenne diacono della chiesa di S. Leonardo. Editò testi classici e fu autore di numerose opere. Esemplare eccezionale. Assai interessanti le numerose annotazioni manoscritte in margine ed alla fine del tomo in fine grafia minuscola antica; al frontespizio in basso è visibile una piccola nota che riporta la data del 2 marzo 1636; al verso del colophon, sotto alla marca editoriale, appare una nota di probabile ingresso nella biblioteca del gennaio 1636. La data è anche ripetuta alla fine delle 10 pagine manoscritte inserite alla fine del tomo, che sono un accurato indice degli argomenti trattati con utile rimando alle pagine di testo. Il volume è stato quindi accuratamente studiato.

Perfettamente conservato. Alcune silografie all’inizio del volume hanno subito un tentativo di oscuramento delle nudità con un passaggio di acquerello verde che lascia trasparire tutto in modo evidente.

Adams W-250; STC German 583; Brunet III, 1249; Caillet “tres curieux, intéressante et rare”.**