MONTESQUIEU, CHARLES LOUIS, DE SECONDAT.
De l'esprit des loix ou du rapport que les loix doivent avoir
avec la constitution de chaque gouvernement, les moeurs, le climat, la religion,
le commerce, &c. a quoi l'auteur a ajoute des recherches nouvelles sur les
loix romaines touchant les successions, sur les loix francoises & sur les
loix feodales. Tome premier –second.
A Geneve , chez Barrillot & fils, 1748.
Due volumi in 4° grande (263 x 195), di ([8], XXIV,
522, [2] ; [4], XVI, 564, [2] pp.) legature coeve in marocchino nocciola,
dorso a quattro nervi con ricchi decori in oro e titolo su tassello, tagli rossi,
fregi su frontespizi, testatine e finalini, bruniture a qualche carta, in ottimi
esemplari a grandi margini.
Charles Louis Montesquieu,figlio di un magistrato, venne indirizzato agli
studi giuridici che completò nel 1708. Nel 1714 era già consigliere
al Parlamento di Bordeaux , del quale, pochi anni dopo, ereditò da uno
zio la presidenza, assieme al patrimonio e al titolo nobiliare. Opera di lungo
travaglio ( la sua redazione impegnò l’autore per quasi quattordici
anni) L'Esprit des lois, è una vera e propria summa del
sapere politico e giuridico del Settecento, nella quale, attraverso l’esame
delle leggi che governano la società, vengono sottoposti a vaglio
critico i diversi tipi di governo (democrazia, monarchia e dispotismo) in una
visione laica, liberale e progressista, che ha fatto annoverare l'autore tra i
padri del liberalismo e tra i precursori di quelle idee che, attraverso
la Rivoluzione francese hanno condotto all’elaborazione della nozione di
Stato moderno. Pubblicata da un pastore protestante, fu veementemente attaccata
da gesuiti e giansenisti , a nulla valse la pubblicazione, nel 1750, da parte
dell’autore della Défense de l'Esprit des lois. Nel 1751-
dopo il giudizio negativo della Sorbona- l’opera venne posta all'indice,
a soli tre anni dalla sua pubblicazione.
Prima edizione, di grandissimo pregio e rarità, completa
anche delle carte di errata alla fine di ciascun tomo, quasi sempre mancanti.
Ref : Brunet, III, 1859;Tchemerzine VIII,459 |