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STAND 25

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SCHEDEL HARTMANN,
Liber chronicarum
Nuremberg, Anton Koberger per Sebald Schreyer e Sebastian Kammermeister, 12 luglio 1493 (colophon: duodecima mensis Julij, Anno salutis nre. 1493).

In folio (mm 446x310), 2 fogli di guardia, 20 c.n.n., CCIX c., 6 c.n.n., 1 foglio di guardia. La c. 29 segnata XIXX e corretta a penna, c. XLIII segnata XLII e aggiunta la cifra I a penna, le c. CCLVIII, CCLX, CCLXI sono bianche oltre al verso della c. CCLXVI. Caratt. got. e testo in 64 righe. Alla c. 1 n.n. appare il Registrum huius operis incollato su un foglio un po’ sporco d’inchiostro. Sono presenti 1809 xilografie con raffigurazioni di città, di effigi di papi, scene del Vecchio e Nuovo Testamento, storie tratte dalla vita classica e medievale. Alla c. CCXCIX-(CCC) presenta una mappa a doppia pagina dell’Europa, nel verso della c. CCXC vi sono riferimenti alla scoperta dell’America, alla c. XII-XIII troviamo a doppia pagina mappa tolemaica. Nel verso della c. CLXIX troviamo il ritratto di Joannes Septimus ossia la Papessa (come indicato ad inchiostro rosso) usualmente assente. In questo caso il ritratto era in un primo momento stato tolto via e poi rimesso (sorta di censura?). Legatura di fine seicento in cuoio con dorso arrotondato e sei nervi sporgenti, decorazioni floreali impressi in oro e scritta “REGISTRVM AB INITIO MVNDI”. Nel controp. anteriore e posteriore exlibris in art-decò di Marcellus Schlimovich con motto Ars naturam adiuvat (lo si ritrova in altri libri: MAÏMONIDE, commenté par Denis VOSS (Vossius), R. Mosis Maimonidae de Idololatria liber, cum interpretatione Latina, & notis, Dionysii Vossii. Su Marcelo Schlimovich, collezionista di libri riportò questo giudizio: “Su memoria lo llevó de inmediato a recordar que, hace al menos 20 años, Marcelo Schlimovich – un amante de los libros – legó antes de morir su colección, a la que pertenecía esta obra, a la Sociedad Hebraica Argentina”. Nella prima c.n.n. timbro della Sociedad Hebraica Argentina, colecido M. Schlimovich Incunabolo 9. Nella parte superiore a penna scritta Ex Musaeo Linotte du Tillior Anno 1713. Altre postille al 2 foglio di guardia anteriore e alla 2 c.n.n. oltre a stemma nel verso della 1 c.n.n.

Lo Schedel fu umanista e storico tedesco, nato a Norimberga il 13 febbraio 1440 e morto il 28 novembre 1514. Matricolatosi a Lipsia nel 1456, ricevette il grado del baccalaureus nel 1457 e di magister nel 1460. Allora aveva scelto giurisprudenza come studio professionale, ma allo stesso tempo perseguì l’educazione classica sotto Pieter Luder, che seguì a Padova nel 1463. Là intraprese lo studio della medicina ottenendo un dottorato nel 1466. Nel 1472 diventò medico a Nordlingen; nel 1477, a Amberg; nel 1481, a Norimberga in cui ha vissuto fino alla sua morte. È stato sempre in stretto contatto con gli eruditi e gli artisti. Il suo lavoro principale è questa cronica del mondo, “liber chronicarum”, che ha contribuito molto alla diffusione delle conoscenze storiche. Fu pubblicato in latino nel 1493 a Norimberga, e con una traduzione tedesca a cura di Georg Alt nello stesso anno. La divisione del lavoro in sei età ed il punto di vista sono interamente medioevali. Il lavoro dipende specialmente dal Supplementum chronicarum pubblicato a Venezia nel 1483 da Jacobus Philippus Foresti di Bergamo. Lo Schedel premuroso, conservatore e rigidamente ortodosso non esprime spesso il proprio parere. Il libro deve la popolarità in parte al grande numero di intagli in legno eseguiti da Michael Wolgemuth e da William Pleydenwurff mentre lo stampatore fu Anton Koberger. Esemplare in ottime condizioni con margini ampi e xilografie freschissime, qualche segno di tarlo e piccoli fori. P.AR.