BRUNO, Giordano.
De triplici minimo et mensura ad trium speculativarum scientiarum
& multarum activarum artium principia, libri V.
Francofurti, apud Ioannem Wechelum & Petrum Fischerum
consortes, 1591. In-8° (15,6 x 9,5 cm). Pp, (8), 218, (2). Segn.: a4, A-N8,
O4, P2. Bella legatura seicentesca in piena pelle di scrofa su assi di legno,
piatti inquadrati da una bordura floreale impressa a secco, laccetti conservati
(dorso restaurato). Dedica del tipografo Johann Wechel al duca Enrico Giulio di
Braunschweig. Firma d'appartenenza di mano seicentesca al centro del frontespizio
vicino alla marca tipografica dell'editore. Testatine e finali incisi, 31 evocative
illustrazioni in chiaroscuro impresse in xilografia n.t., alla loro realizzazione
prese parte lo stesso Bruno. Alcuni lavori di tarlo abilmente rest. interessano
il margine esterno bianco di alcune cc. dei fascicoli D ed E. Lievi aloni lungo
il margine inferiore di poche cc. iniziali. Esemplare in più che buono
stato di conservazione generale.
Prima edizione. L'opera concepita a Francoforte, città in cui Bruno
giunse nel giugno 1590 dopo un breve soggiorno a Magdeburgo, costituisce il
primo dei poemi di Francoforte e, insieme al De Monade e al De
Immenso, fa parte della cosiddetta “trilogia Francofortese”,
il testamento filosofico di Bruno, in cui l'A. intendeva elaborare una vera
e propria enciclopedia del sapere. Il De Minimo fu posto in vendita
nella primavera del 1591, il De Monade e il De Immenso nell'autunno.
Il De Minimo contiene la definitiva affermazione dell'atomismo bruniano
in cui gli atomi, pars ultima della materia, mininum fisico assoluto sono infiniti
come infinita è la materia. A differenza dell'atomismo antico, Bruno
non contempla l'esistenza del vuoto, nel suo universo l'etere è definito
come “sostanza finissima, semplicissima e continua” che riempie
tutti gli spazi fra i corpi, svolgendo un ruolo di coesione. L'opera si può
giustamente considerare un collegamento ideale fra matematica, fisica e metafisica
in cui si possono riscontrare le basi per una teoria atomica di un universo
infinito, con affascinanti e “possibili collegamenti alle moderne teorie
della meccanica quantistica” (GATTI, H. Giordano Bruno e la scienza
nel Rinascimento. Milano. 2001).
Adams, B-2951; Giordano Bruno 1548-1600, Mostra storico documentaria, 227;
Haywood, 23; Salvestrini, 197; Sturlese, 24; VD16, B8662; Zinner, 3428; cfr.
D.B.I., vol. 14, pp. 660-662. |