Antiquarius
Corso del Rinascimento 63
00186 Roma
Italia

Tel. 06 68802941
Fax 06 3212576

info@antiquarius-sb.com
www.antiquarius.it


STAND 32

Antiquarius
 
 
 

Albrecht DÜRER
Il grande carro trionfale dell’Imperatore Massimiliano I
Xilografia, circa 1518.

Bellissima prova, impressa su carta vergata coeva con filigrana, rifilata irregolarmente alla linea marginale ma completa della parte incisa, mancanza all’angolo superiore sinistro, difetti minori, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Applicata su tela e racchiusa in album cartonato databile all’inizio del XX secolo, con timbro di collezione sconosciuto al Lugt. Il grande carro trionfale dell’Imperatore Massimiliano I fu ideato da Dürer su diretta ispirazione del suo mentore Willibald Pirckheimer. Composta da 8 blocchi separati, l’opera viene per la prima volta pubblicata nel 1522 con un testo in tedesco e successivamente ristampata l’anno successivo con un testo latino. In totale sono sette le edizioni conosciute, comprese quelle successive del 1520/30, 1559 circa, 1589, e 1600 circa. L’esemplare che qui presentiamo è, in tutta probabilità, edito a Venezia nel 1589 dallo stampatore tedesco Jacobus Chinig. Il fatto che, in quel periodo, le matrici lignee del Dürer si trovassero in Italia non sorprende minimamente, E’ risaputo infatti che a Venezia vivesse una cospicua comunità tedesca di artisti conosciuta come Fondaco dei Tedeschi, con la quale il Dürer stesso aveva in passato collaborato. Inoltre il Doge, verso al metà del XVI secolo, istituì una sorta di privilegio che tutelava i diritti di stampa, permettendo un rapido sviluppo delle botteghe calcografiche e rendendo la città, insieme a Roma, il centro internazionale delle opere grafiche. Il nostro esemplare reca sia la filigrana “croce con tripode” (Meder 146) riscontrata dai repertori come tipica delle due prime edizioni che la filigrana “scudo con iniziali S e G”, riscontrata nella tiratura veneziana di Chinig, che il Briquet identifica come carta veneta della metà del XVI secolo. E’ assai probabile che dalla Germania fossero pervenuti, oltre alle matrici lignee, un certo quantitativo di fogli di carta, e che l’editore abbia utilizzato fogli misti per la stampa delle matrici.

Bibliografia: TIB 339; Bartsch 139. Meder 252; Fara pp. 372/374, 131. Dimensioni 469x2284.